FRA ANDREA TONDA
Il frate dal grandissimo desiderio di essere sacerdote 

  Il grandissimo desiderio di diventare sacerdote, le quasi insormontabili difficoltà per il suo raggiungimento e la totale disponibilità alla volontà di Dio caratterizzano la vita del chierico agostiniano scalzo di Trabia (PA).  Egli è nato a Trabia (PA) il 1-10-1913 da Mario e Vallelunga Vincenza, famiglia povera ed onesta. Non finisce le scuole elementari perché mandato in campagna ad aiutare la famiglia. Fin da ragazzo sente il desiderio di essere sacerdote. Ma come fare senza gli studi? Tale desiderio cresce sempre più e a 18 anni lo comunica al suo parroco: Io sento la voce di Dio che mi chiama al sacerdozio. E’ più forte di un tuono (Di Vittorio Rosario, Testimonianze su Fra Andrea Tonda, manoscritto dattilografico, p. 8). Il parroco lo scoraggia dicendogli: Che cosa vuoi fare? Non vedi che sei grande per studiare… e poi ci vogliono tanti quattrini che tu non hai. Vattene a zappare che è meglio, non perdere tempo (Ivi p. 8). Fra Andrea non desiste, va avanti nel suo proposito. Trova la forza nella preghiera, nell’amore alla SS. Eucaristia e nella devozione alla Madonna. Ritorna al parroco e gli dice: Il Signore mi chiama a diventare sacerdote come lei e vedrà che la Provvidenza, il Signore, non me la farà mancare… ne sono certo, il Signore mi verrà incontro (Ivi p. 12) E ai compaesani dice: La Vergine, ne sono certo, mi farà trovare una strada per entrare in convento (Ivi p. 2) E così, a poco a poco, la strada, nonostante le innumerevoli contrarietà, gli si apre. Incontra prima il maestro Sodaro e poi il canonico Taddeo che gli fanno completare gli studi delle scuole elementari e medie con molta pazienza e sacrificio da parte di entrambi, ma in modo particolare di Fra Andrea, che si recava a piedi a Termini Imprese (PA) dal canonico Taddeo.  
  Sulla strada intrapresa si frappone un ostacolo: la chiamata a Taranto per il servizio militare. Fra Andrea si affida totalmente alla volontà di Dio: Se il Signore vuole, mi preparerà le cose come piacerà a Lui. Io niente posso dire; mi metto nelle sue mani e Lui farà il resto (Ivi p. 28). A Taranto infatti incontra la benevolenza del capitano ch’egli permette di frequentare le scuole dei Salesiani. Anche durante il servizio militare egli non abbandona le sue pratiche di pietà: SS. Eucaristia, Rosario, visita al SS. Sacramento dicendo: Bisogna fare tutti i giorni rifornimento spirituale. Come si potrebbe vivere senza il pane? (Ivi p. 13).
  Tornato a Trabia, vuole realizzare il suo desiderio e chiede di essere accolto prima ai Cappuccini e poi agli Agostiniani Scalzi di Palermo, che lo mandano nella casa di noviziato di S. Maria Nuova presso Tivoli (Roma). Finalmente, dopo tante peripezie, veste l’abito religioso il 21 maggio 1941, mese dedicato alla Madonna, a cui si era affidato, e fece la professione dei voti di povertà, castità, obbedienza e umiltà il 22 maggio 1942. Riprende la preparazione culturale con gli studi liceali e filosofici incontrando sempre le solite difficoltà nell’apprendimento. Gli viene detto apertamente di lasciar perdere e di ritirarsi. Fra Andrea non si perde d’animo e risponde che anche i manici delle scope servono nel convento (P. Lorenzo Sapia Fra Andrea Tonda, Valverde, 1997, p. 27). Nel 1946, ritornando il regime provincializzo, Fra Andrea torna a Palermo, dove inizia il corso di Teologia. Ma quando è già sulla dirittura di arrivo, ecco cadergli sul capo un’altra tegola: deve ricoverarsi per una appendicite acuta, che sfocia in una peritonite. La ferita dell’operazione non si rimargina, preoccupando medici, confratelli e parenti. Durante la sua degenza al policlinico di  Palermo Fra Andrea suscita ammirazione in tutti per la serenità del comportamento e la grande disponibilità alla volontà di Dio. Ripeteva spesso: Se il Signore vuole così, si faccia la sua volontà (Ivi p. 36). Vista la gravità del caso, si pensa di parlare al Cardinale di Palermo, Mons. Ruffini, per ordinarlo sacerdote. Di questa proposta Fra Andrea è entusiasta dicendo: Sarebbe la mia gioia più grande poter celebrare una sola volta la S. Messa e morirei contento (Ivi p. 38). Ma la proposta non ha seguito.
   Fra Andrea si rimette come sempre alla volontà di Dio: Se il Signore vuole così, si faccia la sua volontà (Ivi p. 36)..Muore a 33 anni in concetto di santità a Trabia unendosi a Cristo vittima e sacerdote lunedì 24 febbraio 1947 alle ore 11. Ogni anno nella chiesa madre di Trabia (PA), dove dal 25 febbraio 1973 si conservano i suoi resti mortali, si commemora la santa morte di Fra Andrea. Il comune di Trabia (PA) gli ha dedicato una VIA, affinché questo illustre concittadino, distintosi nella santità, non subisse l’ingratitudine della dimenticanza.