FRA BARNABA DI S. NICOLA
  

  La nostra bellissima e centralissima chiesa Gesù e Maria di Roma, oltre le bellezze artistiche e architettoniche tanto da essere chiamata una delle sette margherite di Roma, custodisce le tombe di due confratelli distintisi nella santità: Fra Barnaba di S. Nicola e Fra Luigi Maria Chmel, di cui abbiamo già parlato nel giugno scorso. La tomba del Venerabile Fra Barnaba è posta a lato sinistro della cappella del SS. Crocifisso e quella di Fra Luigi gli è accanto.
 Fra Barnaba nacque a Grumes /TN) il 7 aprile 1746 da Giuseppe Delvit e Margherita Dalle Nogare e fu battezzato dal Sac. Don Bortolo Faustini col nome di Giovanni. Fin da fanciullo nutrì il trasporto per la preghiera, che cercò di trasmettere  anche ai suoi coetanei. Nutrì una particolare devozione verso la Madonna del Buon Consiglio. Davanti a questa immagine più volte al giorno vi si recava con diversi gruppi di fanciulli per recitare la corona del S. Rosario.
  Era un piccolo apostolo: intratteneva per lunghe ore i suoi coetanei, raccontando loro le cose spirituali, preparanGrazie a Dio la Provvidenza non ci fa mancare nulla ed al presente la cassa del convento ha E. 52.000,00?. doli alla dottrina cristiana, raccomandando loro che, per mantenersi buoni, era necessario frequentare i sacramenti, essere devoti della Madonna e fuggire i cattivi. Diceva: Colui che avvicinate, non fatevelo compagno se lo trovate in bugia. Esso è cattivo. Nutriva una particolare devozione verso le anime sante del purgatorio: se riceveva qualche denaro l’offriva in elemosina in loro suffragio inoltre visitava spesso il cimitero, portandovi i suoi coetanei, che pregavano pei i defunti e adornavano le tombe di fiori.
Fra Barnaba all’età di 16 anni dal padre fu messo ad apprendere il mestiere di sarto a Lavis (TN), dove si distinse per la pietà e la laboriosità.  Infatti dormiva poco e si alzava molto presto per andare ogni mattina alla chiesa a fare la visita a Gesù Sacramentato e fu più volte trovato dal sagrestano in ginocchio davanti la porta della chiesa.
   Ritornato in paese,  esercitò la sua arte di sarto fino al marzo 1768, lavorando con assiduità e scrupolosità ed edificando tutti coloro che lo avvcinavano. Si recò quindi a Roma nel 1768 a visitare le tombe degli Apostoli e vi rimase un anno a svolgere il lavoro di sarto.  Acceso da ardente desiderio di abbracciare uno stato di vita più austero e più perfetto, chiese ai Padri Agostiniani Scalzi del convento di S. Nicola da Tolentino in Roma, casa di noviziato della Provincia Romana, di essere ricevuto come fratello laico. Nel giugno del 1679 vestì il nostro abito e, superate le tre approvazioni a pieni voti, l’11 giugno 1770 fece la professione dei voti religiosi di povertà, castità, obbedienza e umiltà.  Fu assegnato di comunità al convento romano di Gesù e Maria, dove dal 1770 al 1781 svolge il compito di sarto per la numerosa comunità. Successivamente fu destinato alla questua per migliorare il culto e per le solenni Quarantore, che vi si tenevano due volte all’anno.
   Fra Barnaba in tutti e due gli uffici è stato un esempio di virtù ai secolari e ai confratelli. Dedicava molte ore alla preghiera, praticava la mortificazione ed era devotissimo della Madonna. Negli ultimi tre anni della sua vita ebbe continue indisposizioni del corpo, sopportate con mirabile costanza e fortenza senza mai trascurare di eseguire gli uffici che gli erano assegnati.
All’inizio del mese di dicembre 1789 la malattia si è aggravata e Fra Barnaba era costretto a stare a letto, da dove non si rialzerà più. In tutto ciò egli diede a tutti esempio di pazienza e piena conformità alla volontà di Dio. Il 31 dicembre ricette da P. Martiniano della Visitazione, 2° definitore provinciale della Provincia Romana, gli ultimi sacramenti ed il 5 gennaio 1790 ore 21,30 all’età di 43 anni moriva santamente nel convento di Gesù e Maria in Roma. Data la fama di santità che godeva, molta è stata la folla che concorse a Gesù e Maria per dare l’ultimo saluto a Fra Barnaba, che si dovettero chiamare i soldati per contenere la moltitudine. Per ben tre volte si dovette cambiare l’abito religioso, perché essa voleva un pezzetto di reliquia. Soltanto nella notte del 8 gennaio fu onorevolmente sepolto, a spese di un pio signore, nella cappella del Crocifisso. 
   Dopo la morte di Fra Barnaba il Signore, per sua intercessione, ha operato diversi miracoli. Ai parenti fu data la corona e il crocifisso che egli portava con l’abito. Un suo devoto e lontano parente si fece dipingere ad olio un quadro di Fra Barnaba, copiato da una effigie venuta da Roma. A Grumes (TN) si conserva ancora la casa natale, sita in Via Girardi, il ritratto di Fra Barnaba ed oggetti appartenenti al Venerabile ed è ancora viva la sua memoria. Diversi compaesani, andando a Roma, fanno visita alla tomba del loro illustre concittadino.