VENERABILE  FRA  BERNARDO DELLO SPIRITO SANTO

  Fra Bernardo è nato a Serina (BG) nel 1585 da Di Donato Viviano e Savina Valle, che al battesimo gli diedero il nome del padre: Viviano.   A soli tre anni rimase orfano di padre e la famiglia andò incontro ad una estrema povertà. Così a 10 anni passò al servizio di un ricco commerciante di Venezia. Viviano nutrì fin da piccolo una particolare devozione verso la passione di Gesù, che mantenne anche a Venezia nonostante non amasse il commercio, perché lo considerava un ostacolo verso la santità.  Parlava sempre di Dio e con Dio nella preghiera.
 Si sentiva chiamato ad una vita di maggiore perfezione e, dato che cresceva questo desiderio, si recò a Roma con un  compaesano nuratore. La provvidenza volle che andassero a lavorare nel nostro convento di S. Paolino della Regola in Roma, dove conobbe il Ven. P. Giacomo da S. Felice, a cui chiese di essere ammesso nell’Ordine degli Agostiniani Scalzi. Fu vestito del nostro abito nel stesso convento di S. Paolino della Regola il 16 maggio 1604 con nome di Fra Bernardo di S. Francesco.
  Durante l’anno di noviziato si diede all’acquisto delle virtù, soprattutto dell’obbedienza. Fece la professione il 19 maggio 1605, festa dell’Ascensione. Gli fu dato l’incarico della questua.  Pur tornando stanco dalla questua, non tralasciava mai gli atti comuni. Da Roma passò a Napoli e successivamente in Calabria. Non abbandonò mai la meditazione sulla passione di Gesù. Fu molto devoto della Madonna, di S. Caterina d’Alessandria e S. Cecilia.  Aveva un culto speciale allo Spirito Santo. Cominciava le sue lettere con queste parole:   La grazia dello Spirito Santo riempia il cuore e l’anima vostra di allegrezza e consolazione.   
Amen.  Oppure Sii abbruciato dal fuoco; una fiamma dello Spirito Santo entri nel tuo cuore. Per questa sua speciale devozione allo Spirito Santo chiese ed ottenne che il suo cognome religioso da Fra Bernardo di S. Francesco venisse cambiato con quello Fra Bernardo dello Spirito Santo.
  Visitava frequentemente gli ammalati, li esortava alla pazienza e li assisteva con grande amore e procurava di fargli ricevere gli ultimi sacramenti. Capitava che venisse chiamato anche di notte per assistere i moribondi , che si stimavano felici di morire tra le sue braccia. Ad una pia devota diceva che il cristiano deve cercare non la croce di Gesù, ma quella della Madonna, perché Gesù portò esternamente la sua Croce; perciò ebbe il Cireneo, la Veronica, le pie donne che lo consolarono, lo compatirono e l’aiutarono; la croce della Vergine fu puramente interna e nessuno potè consolarla, perché nessuno potè comprendere l’immensità del suo dolore materno. Allora il vero seguace di Gesù deve scegliere – concludeva – questa seconda croce; il suo dolore deve essere interno, invisibile.
Veniva chiamare a tenere discorsi spirituali negli oratori privati e nelle cappelle delle monache e tanti venivano ad ascoltarlo. Fra Bernardo soleva dire: Non sono io che parlo, ma è lo Spirito Santo che parla per la mia bocca. Ebbe il dono delle scutazione dei cuori e della profezia. Per la sua santità godette la stima del popolo e di principi come quello del Principe di Castiglione D. Carlo D’Aquino, che per gratitudine al Venerabile, volle la fondazione di un nostro convento nel suo principato a Castiglione Cosentino (CS). I Superiori vi mandarono per la fondazione Fra Bernardo, che in seguito fu mandato a Lago (CS) per un’altra fondazione di un nostro convento.  Ivi fu colpito da una febbre fortissima che lo portò agli estremi. Moriva serenamente il 28 settembre 1614 all’età di 30 anni e 10 di vita religiosa.
  Il suo corpo fu trasportato nella chiesa parrocchiale di Lago (CS) consacrata a S. Nicola. Straordinario fu il concorso del popolo per vedere Fra Bernardo. I cittadini di Castiglione Cosentino pretendevano il corpo del Venerabile a tutti i costi. Ma la provvidenza volle che rimanesse  a Lago.  Nel 1637 il corpo del Venerabile dalla parrocchia fu trasportato nella nostra chiesa di S. Maria degli Angeli, dove vi fu posta la seguente iscrizione: Hic iacent ossa Ven. in Cristo Fratis Bernardi a Spiritu Sancto. Obiit anno D. MDCXIV die XXVIII septembris Nella Storia bergamasca scritta da D. Mario Muzio gli fu dato il titolo di Beato.
   A Lago, sabato 26 ottobre 1957 nel luogo, dove sorgeva il nostro convento e la chiesa S. Maria degli Angeli, è stata eretta e benedetta dal Rev.mo P. Generale P. Gabriele Raimondo una statua di Fra Bernardo, opera di Politano Girlando, nativo di Lago. Erano presenti il parroco e il sindaco del suo paese natale.