VENERABILE P. GIOVANNI DA S. GUGLIELMO

Il venerabile P. Giovanni, al secolo Nicolucci Stefano,  è  nato a Montecassiano (Mc) il 15-7-1552. Sentì ben presto la vocazione allo stato religioso e fu accolto nell’Ordine agostiniano nel convento di S. Marco del paese natale nel 1570.  Fu ordinato sacerdote nel 1576 e scelto come maestro dei novizi nel convento di S. Felice di Giano (PG) insegnando loro con l’esempio l’amore alla preghiera e alla penitenza. Fu poi Priore del convento di S. Marco del suo paese natale Montecassiano edificando tutti con la sua vita esemplare e con la predicazione. Il suo ideale era quello di vivere in umiltà, nascosto e ignorato da tutti. A tale proposito chiede ed ottenne dai Superiori di entrare nell’eremo di S. Guglielmo nella Maremma toscana, ma non doveva abbandonare la predicazione. In questo tempo dovette accettare la predicazione della Quaresima nella chiesa agostiniana di S. Agostino in Roma, sede della Curia Generalizia. Il P. Generale scriveva nel suo Regesto Fra Giovanni da Monte Casciano, della Provincia Picena, ha predicato la Quaresima nella chiesa di S. Agostino dell’Urbe, dove, a causa della sua santa vita, non solo accorrevano numerose folle ma anche i principi, cavalieri e signori romani, i quali lo ascoltavano con piacere, e molti Rev.mi Cardinali e principi dell’Urbe, prima che partisse, lo vollero vedere, toccare e ascoltare con singolare devozione e riverenza, chiedendogli la benedizione e l’aiuto nelle avversità.
  Intanto la nuova riforma degli Agostiniani Scalzi pensa di fondare un convento in Toscana inizialmente fu preso un piccolo romitorio a Batignano, dove in seguito sarebbe sorto il convento di S. Croce. Il 21 febbraio 1621,  a 69 anni, P. Giovanni ottiene da Gregorio XV di  
poter entrare tra gli Agostiniani Scalzi con la dispensa dell’anno di noviziato. Il 25 aprile dello stesso anno si partì da Castiglione della Pescaia (GR) per andare nell’eremo S. Lucia di Batignano e il 3 maggio 1621 emetteva la professione dei quattro voti: povertà, castità, obbedienza e umiltà. Scriveva al P. Generale OAD così come nella professione ho ratificato i tre voti obbligandomi al quarto d’umiltà, così desidero essere inferiore a tutti, ubbidire a tutti, e far sempre la volontà dei superiori. Ha scritto l’opuscolo stampato a Genova nel 1615 La scala dei quindici gradi (per la quale con molta facilità si può arrivare alla vera perfezione cristiana).
         Morì poco dopo il 14 agosto 1621. La celebrazione funebre fu tenuta a Batignano dal Vescovo di Grosseto con la partecipazione di numerossima folla. Ben presto il Signore operò grazie e miracoli per intercessione di P. Giovanni e così si diede inizio al processo canonico della beatificazione e canonizzazione. Il 21 settebre 1770 il Papa Clemente XIV ha emesso il decreto sulle eroicità delle virtù. Nel periodo 1772-1896 si tennero i processi sui miracoli e si dava per certa la conclusione favorevole, tanto che P. Celestino Tani nel 1897 scrisse Compendio della vita del Ven. P. Giovanni da S. Guglielmo, Roma, 1897, ed ivi ristampata nel 1898 col titolo di Beato.  
         A Batignano (GR) la sua memoria è ancora viva ed è commemorata con solennità l’annuale ricorrenza della santa morte di P. Giovanni, che i fedeli già chiamano beato.